Tribunale di Milano: il CCNL detta le regole per dimissioni di fatto e assenze ingiustificate

La sentenza n. 4953/2025 del Tribunale di Milano ha chiarito che nella procedura delle dimissioni per fatti concludenti prevalgono i termini sulle assenze ingiustificate fissati dal CCNL rispetto al limite legale dei 15 giorni. Il giudice ha qualificato tali termini come espressione di una delega normativa, superando l’interpretazione ministeriale che li considerava solo una disciplina sanzionatoria.

La pronuncia stabilisce che per valutare le dimissioni per fatti concludenti si deve guardare al termine previsto dal CCNL applicabile, che detta la durata di assenze ingiustificate che possono integrare la volontà dimissoria implicita del lavoratore. Il limite legale di 15 giorni opera solo in assenza di una specifica norma contrattuale. Ciò significa che i contratti collettivi hanno una rilevanza primaria e vincolante in materia, modificando la precedente impostazione ministeriale.

La sentenza supera l’interpretazione ministeriale, che considerava i termini contrattuali solo come disciplina sanzionatoria e non come regola prevalente per le dimissioni per fatti concludenti. La pronuncia li interpreta invece come una delega normativa effettiva, attribuendo così valore normativo sostanziale alle previsioni del CCNL in questa materia.

Tuttavia, questo orientamento giurisprudenziale rischia di generare confusione pratica e interpretativa. Il Ministero del Lavoro continua a mantenere una posizione diversa, sostenendo che il termine legale di 15 giorni debba rimanere un parametro minimo inderogabile, con l’applicazione dei termini CCNL solo laddove espressamente previsti per le dimissioni per fatti concludenti. Tale contrasto crea incertezza per datori di lavoro e lavoratori, che necessitano di indicazioni chiare per una corretta gestione delle assenze ingiustificate e per l’attivazione della procedura di dimissioni implicite. È dunque urgente un intervento chiarificatore da parte delle autorità competenti per evitare contenziosi e garantire sicurezza giuridica.

Alla luce della sentenza, i datori di lavoro sono invitati a verificare con attenzione le previsioni del CCNL applicabile prima di attivare la procedura di dimissioni per fatti concludenti e, nel dubbio, a adottare misure cautelative, come attendere il superamento dei 15 giorni di assenza o procedere con contestazioni disciplinari. Questo approccio serve a tutelarsi rispetto all’attuale quadro normativo e giurisprudenziale frammentato.

In sintesi, la sentenza n. 4953/2025 rappresenta un importante passo nella regolamentazione delle dimissioni per fatti concludenti, ma solleva la necessità di una maggiore chiarezza normativa per evitare confusione e incertezze operative nel rapporto di lavoro.

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